Dimmi come fumi e ti dirò chi sei: le essenze minori e i materiali rari

di Massimo Teolato

Dopo aver sommariamente e sinteticamente illustrato i vari materiali più comuni e conosciuti di cui sono fatte le nostre amate pipe (qui) , ritengo interessante ampliare l’argomento estendendolo alle pipe fabbricate con altri materiali.

Materiali che, come si noterà in seguito, sono piuttosto inconsueti, a volte bizzarri, ma che meritano una loro individuazione, se non altro per completare l’argomento.

Lungi da me stabilire un completo ed esaustivo rendiconto di quanto si possa trovare sul mercato: infatti, analizzerò solo i materiali che conosco personalmente, che non sono poi così tanti.

Probabilmente, chi avrà la fortuna di girare in lungo ed in largo il nostro pianeta, troverà sicuramente pipe costruite con materiali ancor più variegati. A costoro va tutta la mia più sincera… invidia!

PIPE IN PANNOCCHIA.

La pipa in pannocchia di mais (Corn Cob) è una pipa naturale, costruita originariamente negli USA e più precisamente a Washington (Stato del Missouri) nel lontano 1869.

Va subito detto che questo materiale non conferisce un grande e determinante sapore al tabacco, ragion per cui può essere ideale per capire la vera essenza del tabacco stesso che, non ricevendo alcun “contributo”, è libero di esprimere tutto il suo vero potenziale e le sue effettive caratteristiche.

Però, considerando il fatto che stiamo fumando un vegetale molto delicato, dobbiamo eseguire tirate ritmate ma leggere, al fine di non surriscaldare e, alla fine, bruciare il fornello. In ogni caso, la durata nel tempo di una tale pipa è sensibilmente più breve di una pipa in radica, anche se siamo soliti “maltrattare” quest’ultima: la pipa in pannocchia non lo concede!!!

 

PIPE IN CATLINITE.

Anche in questo caso il riferimento sono gli USA, ma ai tempi delle tribù dei nativi. Infatti, tali popolazioni erano solite costruirsi e fumare pipe utilizzando questo minerale (roccioso) duro ma di colore rossastro e lievemente poroso.

Ovviamente, pur trattandosi di un materiale naturale, esso non conferisce alcun sapore al tabacco che, quindi, preserva tutte le proprie caratteristiche organolettiche.

Bisogna dire, ad onor del vero, che tali pipe vanno obbligatoriamente tenute in mano, anche grazie ai lunghi bocchini in legno di cui sono dotate: inoltre, dato il particolare tipo di materiale che non viene penetrato se non marginalmente dal fumo, sembra quasi che il tabacco “soffochi” all’interno del fornello (i fornelli erano molto alti e stretti), negando così una corretta combustione e causando una concreta difficoltà nel tiraggio.

 

PIPE IN SASSO.

Probabilmente sono le dirette “sorellastre” di quelle in Catlinite, ma venivano utilizzate dalle tribù di nativi del Canada.

Il materiale utilizzato, sembra essere quasi un marmo e anche per queste pipe valgono le stesse considerazioni fatte per le pipe in Catlinite, pur se i materiali differiscono per la porosità (la Catlinite sembra essere un po’ più porosa) e la foggia del fornello solitamente sia diversa (più basso e largo nelle pipe “canadesi”).

 

PIPE IN MATERIALE FERROSO.

Per capire l’essenza di dette pipe, basti pensare al fatto che il ferro e le sue leghe sono degli ottimi conduttori di calore!

In un paio di occasioni ho provato ad accendere il tabacco che avevo inserito nel fornello di tale pipa, ma vi assicuro che non sono mai riuscito a fare più di due o tre tirate a causa del pericolo di ustione: riproverò con un paio di guanti da barbeque e poi potrò farmi un’idea sul gusto che le stesse conferiscono al tabacco. Ma per ora ho sempre rinviato l’esperimento.

 

PIPE IN EBANO.

Nella mia modesta collezione trovano posto anche due o tre pipe in ebano, ovviamente provenienti dall’Africa. Esteticamente parlando sono molto belle ma, essendo dei souvenir che qualche amico mi ha regalato, non le ho mai coinvolte nella “prova del fuoco”.

Anche in questo caso, quindi non posso esprimermi al riguardo, se non confermando la loro esistenza.

 

CONCLUSIONI.

In conclusione, i materiali con cui sono prodotte le pipe sono quasi infiniti: il loro utilizzo, non sempre consigliabile, a volte determina anche la loro provenienza visto che in ogni angolo del mondo l’uomo è sempre stato attratto dal fumo creando strumenti, a volte bizzarri, con tutti i materiali a sua disposizione. Non mi sorprenderebbe, a solo titolo di esempio, se qualche popolazione marinara avesse provato ad utilizzare le conchiglie per forgiare uno strumento da fumo: in ogni caso, e questo è il comune denominatore, questi strument i si chiamano tutti “PIPA”.