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LA STORIA DELLA STORIA DEL PIPA CLUB

“Secondo il dizionario Enciclopedico Treccani una delle definizioni di “Associazione” è la seguente: “Unione di più persone per perseguire uno scopo comune”.

Probabilmente questa naturale inclinazione umana a riunirsi per uno scopo o una passione deve aver ispirato, ai primi degli anni 60, il giornalista Umberto Montefameglio per la creazione di una associazione tra i fumatori di pipa, il Club della Pipa, appunto. Scopo di questa associazione sarebbe stato quello di promuovere il fumo della pipa che, contrariamente agli altri modi di fumo, è libero da condizionamenti di necessità: il vero fumatori di pipa non sente il “bisogno” di fumare, ma piuttosto ricerca il piacere del fumo. Per questa motivazione non tutti i momenti e luoghi sono in grado di fornire questo “stato”. Tornando alla nostra storia… Il Club della Pipa crebbe notevolmente e fu un successo immediato: associarsi significava iscriversi al Club e ricevere una copia della rivista “Il Club della Pipa”; le adesioni furono migliaia, la rivista era molto seguita e il fumo della pipa decollò. Si deve accennare però a ciò che era accaduto in quegli anni che aiutò il diffondersi di questa cultura. Nel 1963 la Rai mandò in onda il documentario di Bazzini “mezzo mondo fuma Italiano” dedicato ai produttori italiani del settore. Contemporaneamente modelli culturali come Bertrand Russel, Sartre ed altri coinvolsero giovani ed intellettuali e questi modelli erano fumatori di pipa. La serie televisiva di Maigret inchiodò gli italiani al teleschermo e il pubblico di allora iniziò una vera e propria ricerca delle pipe fumate da Maigret, il Calvados, il Gris. Tutto questo, assieme ad una congiuntura economica positiva, contribuì al boom della pipa.

Le gare di “lento fumo” approdarono in Europa provenendo dagli Stati Uniti e nel marzo del 1967 a Milano, ci fu la prima gara di apertura a questo tipo di competizioni. Il giorno dopo il “Corriere della Sera” pubblicò il resoconto della manifestazione, l’articolo portava la firma di Dino Buzzati. Da quel momento le gare di “lento fumo” dilagarono.”

Nel 1975 tramontò il “club della pipa” sulle cui ceneri nacque il Pipa Club Italia, Federazione Italiana dei pipa club aderenti al comitato internazionale dei pipa club…Negli anni 90 si addensavano nubi temporalesche per i fumatori, a causa dei divieti imposti dalle leggi anti-fumo, tantoché divenne difficile sempre più organizzare competizioni di lento fumo. Le gare tuttavia continuarono ma vennero a mancare gran parte degli sponsor storici, non solo a causa delle limitazioni imposte dai regolamenti, ma soprattutto per la crisi che stava colpendo il settore. Scomparvero gli sponsor dei tabacchi che ci avevano sostenuto, oltre a questi una parte dei produttori di pipe si defilò. Ciononostante il Pipa Club Italia sopravvisse e continuò l’opera di promozione della pipa con non poche difficoltà. Siamo giunti ai giorni nostri: in 50 anni si sono alternati campioni e personaggi, storie, volti comparsi sulla nostra scena e non più incontrati, alcuni, purtroppo scomparsi per sempre. Per scrivere LA STORIA, di questa associazione occorrerebbero 1000 pagine. Noi del Pipa Club Corsellini nel 1965 c’eravamo e ci siamo ancora.”   

Tratto dall’articolo di Alessandro Corsellini nella rivista “Le pipe di Holmes”, maggio 2015