Bulli e Pipe – Le pagelle della 25ª Festa della Pipa di Cagli
di Pasquale Amoruso e Genny Magrin
Non lo dico nemmeno che quella di quest’anno è stata la migliore edizione della Festa della Pipa di Cagli di sempre. L’ho detto l’anno scorso e quest’anno è andata meglio – sempre con buona pace dei detrattori – quindi evitiamo la ridondanza. Comunque, dati alla mano, lasciatemi tirare qualche somma sull’edizione appena conclusasi e come al solito, se non ci siete stati, sapete, l’anno prossimo venite a verificare voi stessi. Se invece ci siete stati, sapete di che parlo.
Gli espositori. Voto: 9
Quest’anno erano 53 gli espositori (ricevute dei tavoli alla mano), con un’offerta variegata tra artigiani hobbisti, aziende e rivenditori. Numericamente, uno in più dell’anno scorso, ma considerate quest’anno non cera la compagine dei dieci artigiani di Smoking Pipes, sostituita da altrettanti nuovi artigiani italiani ed esteri. Personalmente lo considero un bel ricambio, mostra il sempre crescente interesse negli espositori, al netto delle politiche aziendali di Smoking Pipes.
Qualità: Anche quest’anno la qualità non si è fatta desiderare, una festa che diventa sempre più di carattere internazionale, con sia nuovi espositori che nuovi visitatori provenienti da tutto il mondo. Quest’anno particolare menzione per Roberto Franzini, alias Franz Pipe, nei cui lavori ho visto un’elevazione di qualità davvero notevole, e Rafael Arzuaga, i cui lavori, sempre straordinari, quest’anno lasciavano veramente a bocca aperta.
Top: la qualità delle pipe esposte, in media molto alta.
Flop: la sfiga degli artigiani: quello a cui si è rotta la macchina, quello che si è operato, quello che all’ultimo… tranquilli, c’è sempre l’anno prossimo. Anche perché, se vogliamo, le date di Cagli 2025 sono uscite esattamente il 23 maggio 2024, dopo nemmeno una settimana dalla fine della scorsa edizione. Il Comune di Cagli ha deciso di inserire permanentemente la manifestazione nel calendario nella terza domenica di maggio. Sapendolo con un anno di anticipo, c’è tutto il tempo per organizzarsi.
Bulli e Pipe
Passi la “contro esposizione” che anche quest’anno è stata allestita da tre artigiani, “in gran segreto” e in protesta contro l’organizzazione del PCIt (per la serie: boicottiamo Cagli ma non rinunciamo alla sua visibilità).
Senza contare che tali personaggi continuano a rimarcare pubblicamente determinate “estromissioni organizzative” che però non sono mai accadute, anzi, semmai il contrario, visto che, messaggi alla mano, più volte sono stati invitati a collaborare, rifiutando malamente ogni volta e perpetrando un certo finto vittimismo che lascia quantomeno molto perplessi.
Passino le raccomandazioni del solito noto detrattore, ad artigiani colleghi e amici, di non partecipare all’esposizione, organizzando sia il venerdì, sia il sabato delle “cene private su invito”, nelle quali sono stati coinvolti alcuni espositori. Chissà se le pipe esposte durante queste cene ristrette hanno trovato un acquirente grossista, come di consueto.
Passino quei due o tre artigiani che si lamentano col PCIt di non aver venduto, salvo poi confidare ad amici e colleghi di aver portato a Cagli la loro seconda scelta, perché: “Eh no, io i pezzi migliori li tengo per Saint Claude” (e allora che ti aspetti? Ma credi che i visitatori siano dei fessi che non sappiano riconoscere una seconda scelta? Se la maggior parte dei tuoi colleghi ha venduto e tu no, può mai essere colpa del PCIt?)
Passino pure le aste on line fatte ai banchetti degli espositori, come al mercato del pesce. Poi chiediamoci perché sia stato introdotto un Regolamento, oggetto di continue critiche, che cerca di tutelare l’acquirente singolo (noi continuiamo a sperare che prima o poi venga compreso).
Nonostante tutto ciò, quello che mi ha davvero intristito è stato un uomo che rideva: un artigiano che non era lì per esporre ma solo per “visitare”.
Quando il suo compagno di merende, artigiano pure lui, ha chiamato un ragazzo: “Quel ciccione là”, come il più becero bulletto delle scuole medie, lui ha riso di quell’atto di bullismo. Dal tuo amico me lo aspetto: è pieno di alcol e livore e non mi stupiscono certi comportamenti, fanno male ma non stupiscono. Da te invece… Pensavo fossi una persona migliore, non mi aspettavo assecondassi un tale atto di bullismo.
Ci sta protestare perché non sei d’accordo con l’attuale organizzazione della manifestazione. La protesta va bene, il bullismo no. Siete due persone anziane, schernire uno che potrebbe essere vostro nipote dandogli del “ciccione”, urlando in pubblica piazza, è vergognoso.
Povera Pipa italiana.
Top: l’artigiano che, fatto sloggiare dalla polizia locale prima che esponesse in un ristorante, ha chiesto al PCIt se fosse avanzato un tavolo per esporre.
Flop: la figura che ci fa la pipa italiana.
Gli eventi del Pipa Club Italia. Voto: da qui a tre isolati
Quest’anno gli eventi, i workshop, le presentazioni, le tavole rotonde erano davvero fitti e personalmente credo di qualità alta. Lorenzo Viganò ha presentato la nuova edizione de Il Libro delle Pipe di Buzzati e Ramazzotti (a proposito, Lorenzo, alla fine l’ho comprata. Grazie). Il professor Tommaso La Mantia ha illustrato i benefici dell’estrazione del ciocco di erica allo sviluppo economico, culturale, oltre che ambientale. Cinque titolari di aziende storiche della pipa attorno un tavolo per parlare delle loro aziende attraverso le generazioni. I Creators pipici che hanno trasformato un confronto sulla pipa on line in un’ora e mezza di assoluto divertimento. Le degustazioni, due, pranzo del sabato e colazione della domenica, a cura del Collegio del Tabacco del PCIt, il Gran Garà, il concorso delle migliori Tabaccherie pipe specialist che ha premiato le tabaccherie Munari, Floppy e Zuccaro, due master blender eccezionali, Domenico Napoletano e Salvatore Rizzuto, che hanno illustrato le miscele e i tabacchi… tutti assolutamente partecipati e animati. Io mi sono divertito come un matto e l’affluenza di gente mi fa azzardare a dire che non sono stato il solo a cui è piaciuto tutto il programma. Menzione speciale per i ragazzi dell’associazione culturale Lokendil, per aver animato con tanto entusiasmo tre tavoli di gioco di ruolo.
Top: il cocktail a 5 euro e la tavola rotonda dei Creators pipici.
Flop: La mia strumentazione audio.
La città di Cagli: voto +∞.
Anche quest’anno non posso che rinnovare la mia gratitudine a tutta la città di Cagli, dall’amministrazione comunale di vedute aperte, ai commercianti cordiali e disponibili, alla pro loco attiva e partecipativa, fino agli operai e gli operatori di sicurezza solerti. Anche quest’anno ci avete accolto con enorme calore e solerzia.
Top: gli esercenti super disponibili.
Flop: il parcheggio riservato agli addetti ai lavori dalle 8 del venerdì alle 20 della domenica, TRANNE dalle 8 alle 9 del sabato mattina, “in quell’ora dovete spostare la macchina, che ci sono i motociclisti, ma solo in quell’ora. Poi dopo un’ora la rimettete…”. Non so come prenderla, giuro, in compenso so dove prenderla.
E questo è tutto, gente. Anche quest’anno l’abbiamo portata a casa e siamo contenti per tutti quelli che ci sono stati e si sono divertiti (anche più di noi che comunque stavamo lavorando). Concludo ringraziando pubblicamente il ragazzo che, salutandomi sabato sera, mi ha detto: “Fantastica! Se avessi saputo che era così, sarei venuto prima!”

