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Room Notes – La linfa dei pipatori e le radici comuni

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di Giuseppe Filieri

Cari Appassionati,

Qualche giorno fa fumavo una pipa alla quale sono molto affezionato e osservavo come la cera, con cui era stata coperta per preservarla, fosse ormai scomparsa, lasciando affiorare il legno vivo della radica di erica. Un legno che, sebbene abbia perso la sua funzione vitale, è “rinato” sotto forma di pipa.

Scegliamo la miglior radice possibile, che non presenti concrezioni, puntini o nodi; cerchiamo la fiammatura più bella, il capello d’angelo, l’occhio di pernice. Selezioniamo le foglie di tabacco, le stagioniamo a lungo, le conciamo e le affumichiamo per ricavarne sentori e aromi. Cerchiamo strenuamente di raggiungere la perfezione in un mondo che fa dell’imperfezione il suo punto di forza, come la perla nell’ostrica o i fossili nell’ambra.

Ed ecco la pianta: le sue radici assorbono acqua e sali minerali dal terreno e li portano alle foglie; le foglie assorbono anidride carbonica e luce solare e le trasformano in zucchero, rilasciando ossigeno; tutte queste sostanze salgono e scendono attraverso il fusto, raffinandosi in linfa e nutrendo la pianta fino alle radici. Proprio quella stessa radice che i cioccaioli scelgono con tanta cura e che, durante la fumata poi, rilascia i sapori di quello zucchero, quei sali minerali, quell’acqua e quell’aria dell’ambiente dov’è cresciuta. Allo stesso modo le foglie di tabacco, attraverso i loro oli essenziali. Tutto un lavoro che le due piante fanno prima dell’intervento dell’uomo. Non lo fanno per noi, ma noi ne beneficiamo: godiamo di quegli aromi e sensazioni, emozioni dolci che ci connettono con il mondo vegetale in una maniera molto più radicata — mai termine fu più appropriato — e profonda di quanto si possa immaginare.

Abbiamo parlato di radici, fusto e foglie, ma sappiamo bene che al termine della fioritura la pianta genera un frutto che cade a terra e genera nuova vita. E se vedessimo noi stessi, appassionati di pipa, come quel frutto e quel fiore? Che, “nutriti” dalla pianta, non smettiamo mai di condividere esperienze, conoscenze e passione, spargendo come polline la nostra passione e facendo nascere nuovi germogli neofiti (me compreso) che, con viva speranza, si rivolgono alla pipa.
È la Coltura Piparia.

Il vecchio ch’è forte non s’aggrinza. Le radici profonde non gelano. (J.R.R. Tolkien)

P.S.
Le piante comunicano tra loro. Sapete cosa usano per comunicare e scambiarsi sostanze nutritive, per il sostentamento e il mutuo soccorso?
Le radici… proprio come noi.

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