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La fumata degustativa, conoscere se stessi attraverso il tabacco

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di Pasquale Amoruso

L’approccio al tabacco da pipa si divide essenzialmente in due modalità: la fumata tradizionale e la degustazione.
Non si tratta di due modalità opposte o alternative, non esiste una scala gerarchica né c’è una più nobile e una più grezza, ma ci sono sostanziali differenze tra fumare un tabacco in pipa e degustarlo.
Ora, qui non c’è nessuna intenzione di fare i professori, nessuna volontà di insegnare a nessuno a fumare o a “fumare veramente”, soltanto, viste le varie attività del Pipa Club Italia, attraverso il Collegio del Tabacco, consideriamo questa sottile ma sostanziale differenza, su cui facciamo un importante lavoro.

Se fumare il tabacco significa essenzialmente quello che sembra, cioè l’atto più immediato e istintivo di caricare la pipa, accenderla e godersi il momento e la miscela, semplicemente tirando boccate e rilassandosi, la degustazione è un tipo di fumata più analitica, multilivello e consapevole, più attenta a ciò che il tabacco ci sta dando. Coinvolge tutti i sensi, inclusi anche tatto e vista. Non parte dall’accensione, ma dall’apertura della latta (o della busta), e si conclude solo annusando la Pipa a fornello spento. 

La degustazione prende in considerazione l’aspetto visivo del tabacco, per comprenderne le varietà che lo compongono, il suo odore da spento, per capire cosa aspettarci poi durante la fumata e cosa magari sparisce, la sua umidità o grassezza, per comprendere quale possa essere il modo migliore di caricarlo e così via.
Poi ovviamente lo si fuma, perché il tabacco va fumato, e a questo punto si fa attenzione alle risposte del tabacco durante le tre fasi della fumata: che tipo di cenere produce, bianca o nera? Per meglio capire come utilizzare il pigino.
Che sentori percepiamo? Gli stessi che sentivamo a tabacco spento? Altri nuovi? È forte o tenue? Corposo o delicato? Quali potrebbero essere gli abbinamenti migliori? Vino? Cioccolato?

Voi direte: tutte queste variabili da valutare per conoscere un tabacco? Beh, no. Per conoscere un tabacco basta fumarlo, la degustazione serve al fumatore per conoscere se stesso. La degustazione aiuta il fumatore a comprendere i propri limiti e a superarli. Comprendere meglio la natura di un tabacco, quali sono i suoi sentori, prima da spento e poi in fumata, che forza ha, com’è alla vista, al tatto e via discorrendo, aiuta il fumatore a comprendere quanto sia varia e articolata l’esperienza di una fumata di pipa e quanti dettagli magari si sta perdendo, e poi a capire se sbaglia e dove sbaglia, per migliorare la propria fumata e apprezzare sempre di più la pipa.

La differenza tra fumare un tabacco e degustarlo è sottile, ma sostanziale, per questo esiste e lavora il Collegio del Tabacco, l’organo del Pipa Club Italia preposto alle degustazioni. Tra i compiti di questo gruppo di degustatori c’è quello di provare i vari tabacchi sul mercato, in Italia, con l’aiuto di una scheda di degustazione appositamente strutturata, e di condurre degustazioni guidate aperte al pubblico, dove chi vuole può prendere parte e comprendere meglio questa pratica di fumata “consapevole”, il tabacco e se stesso.