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Room Notes – Kalokagathia della Pipa: il Bello e il Buono di incontrarsi

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di Giuseppe Filieri

Cari Appassionati,
dove eravamo rimasti? Ah sì, ci siamo salutati a Cagli e avevamo capito che vedersi di persona è fondamentale per conoscersi veramente, nel bene e nel male.
Abbiamo verificato che il modo della pipa ha mille sfaccettature e altrettante complicazioni ma al tempo stesso è molto più semplice capirlo e apprezzarlo incontrando le persone che lo popolano in carne ed ossa. Io ho avuto modo di appurarlo alla Festa della Pipa di Cagli del 2024, con i miei cari amici del Levante: sembrano brutti e cattivi ma dal vivo… beh, sono peggio. Scherzo, sono ragazzi simpatici e disponibilissimi al confronto e con cui si può essere schietti e sinceri senza troppo badare alla forma (tranne che con il Presidente lui è troppo chic e snob).

È un po’ il concetto della kalokagathia legato al buono, al valoroso e in possesso di tutte le virtù, καλός (kalòs): bello, e αγαθός (agathòs): buono (cit. Wikipedia, aò e mica so Mandrake) – come sapranno bene i miei conterranei pugliesi – cioè, ciò che è bello non può che essere anche buono, utile, positivo, e viceversa. Se lo applichiamo all’esperienza della socializzazione attraverso la pipa, ecco che la bellezza dell’incontrarsi, del viversi reciprocamente a contatto, non può che essere anche un’esperienza utile, formativa, che trascende la pipa stessa.

Raccontare le dinamiche umane, quando ci si viene a contatto, riesce a regalare diverse emozioni. Ovviamente chi lavora con il pubblico o la clientela in questo momento mi starà odiando, ma lasciate che vi spieghi cosa intendo: troviamo gli altri (e gli altri trovano noi) molto più “belli” quando ci guardiamo negli occhi gli uni gli altri e ci confrontiamo, discutiamo, scherziamo dal vivo. Abbiamo capito che bypassando gli schermi e le tastiere,  avvicinandoci, cresciamo e maturiamo, qualcuno fin troppo facendo il giro al contrario.

Personalmente avverto che la mia crescita sta portando a spunti evolutivi che si ripercuotono anche al di fuori del mondo della pipa, proprio sul mio modo di percepire gli altri: mi sono accorto di considerare molto di più chi fa valutazioni in antitesi alle mie tesi e le riporto in sintesi nelle recensioni che, oramai sempre più saltuariamente (ahimè, il tempo è tiranno), pubblico sul mio canale YouTube. In questo modo posso riportare qualche riflessione in più a tutti voi, o per lo meno lo spero, e allo stesso tempo faccio contento il buon vecchio Hegel (ragazzi, questa è sottile, vediamo chi la capisce).

Questa è il mio punto, ora tocca a voi scoprire la vostra mano: come vivete ora questo cambiamento, la differenza tra “sociale digitale” e “analogico”? L’avete effettivamente sperimentato e apprezzato? Siete usciti da questo incontro formati? Invito tutti a rispondere, anche quelli che non sono mai stati alla Festa della Pipa di Cagli, ma che magari hanno avuto incontri con pipatori nei Club, nei vari raduni ufficiali e ufficiosi, o magari nelle tabaccherie e tra amici.
“Là fuori, oltre a ciò che è giusto e a ciò che è sbagliato, esiste un campo immenso. Ci incontreremo lì.” (Rumi).

 

Nella foto in anteprima: l’incontro tra il prof. Eppe Ramazzotti (a sinistra) e Gino Cervi)