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Room Notes – Fantafumatori: siamo tutti allenatori che schierano una formazione

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di Giuseppe Filieri

Cari appassionati,

Come ogni anno, finisce il calciomercato e inizia il fantacalcio: orde di uomini e donne, più o meno giovani, si accingono alle aste più furibonde. Giocatori comprati e venduti per svariati fantamilioni, litigi e sgarbi degni dei peggiori bar di malfamati, e ritmi serrati che neanche “il Condor” Galliani ai tempi d’oro si sarebbe permesso. Adoro tutto questo.
Come sempre, finisco per fare la mia consueta telefonata al mio amico Cicciuzzo e insieme analizziamo in maniera del tutto spensierata il mercato di quest’anno.

E quindi, vi chiederete? Nulla. Riflettevo su questo mentre guardavo la rastrelliera delle mie Pipe. Tutte in ordine, come soldatini… non è vero: la mia “rastrelliera” è in realtà un comodino ridipinto, con le pipe buttate alla rinfusa. Lì, ferme, come una formazione, come giocatori in panchina in attesa che il mister le chiami, proprio nel momento più difficile — magari all’80° minuto — quando manda in campo il suo campione decisivo.

C’è la pipa pregiata, posta lì in alto, tronfia in attesa di essere fumata nelle occasioni migliori, scelta tra le altre per dare il massimo nei momenti decisivi con il tabacco migliore.
Poi vedo la scalcinata, quella che, come il miglior mediano, ha tutta sostanza e poco talento ma tanta corsa e coraggio; quella che fumi distrattamente mentre passeggi e che infili in tasca di fretta prima di uscire.
Poi c’è il talento acerbo, ancora con qualche sentore di imperfezione che lascia qualche dubbio, ma dalla forte potenzialità: “il ragazzo si farà, anche se ha le scarpe strette“.
Ancora, c’è la veterana, che nel corso della “carriera” fumolentista ha subito qualche “infortunio”, ha una vera in argento o in metallo che la supporta ma, come un grande campione che ha passato il suo tempo, non ha più lo scatto di una volta; eppure, grazie al suo “tocco”, riesce ancora a regalare grandi soddisfazioni.
C’è la testa calda, quella che si scalda subito e diventa scorbutica, un Cassano o un Balotelli; esalta il meglio di alcuni tabacchi, ma manca di equilibrio.
E poi c’è il flop, il più classico dei flop: quella che hai atteso per anni, per cui hai speso buona parte dei tuoi risparmi eppure, quando arriva, inizia a fumare male, è amara e non riesce a carburare; quella che Iturbe, Kondogbia e Mendieta a confronto sono nulla.

Ecco, siamo un po’ tutti allenatori: abbiamo la nostra formazione migliore e cerchiamo di sfruttarla al massimo. Magari la nostra panchina è corta, troppo corta, giusto per schierare un undici titolare; oppure siamo come quelle squadre di blasone, un Real Madrid dei Galácticos, che poteva permettersi di far riposare Raúl perché in campo c’erano Ronaldo (il Fenomeno), Beckham e Figo.

Quindi vi chiedo — e mi chiedo — vi sentite allenatori? Con che criterio scegliete i vostri giocatori per la stagione? Sareste disposti a sacrificare una vostra “pipa” per prenderne altre che, magari, oggi non hanno lo stesso blasone ma che in futuro potrebbero rivelarsi un eccellente acquisto?

Le decisioni sono soltanto l’inizio di qualcosa. Quando si prende una decisione, in realtà si comincia a scivolare in una forte corrente che ti porta verso un luogo mai neppure sognato al momento di decidere.” (Paulo Coelho)