Così fumavamo: pezzi di storia dell’Italia della Pipa dall’Istituto Luce
di Pasquale Amoruso
È l’anno del sessantesimo anniversario del Pipa Club Italia e in sessant’anni di storia, hai voglia quanto è cambiato il mondo della Pipa in Italia. Dagli archivi dell’Istituto Luce, emergono piccoli stralci del passato di questa federazione e, scartabellando tra i file della Società alla ricerca della nostra storia, abbiamo trovato due piccole chicche che oggi vi mostriamo.
Il primo contributo, che potete vedere cliccando direttamente sulla foto qui accanto, è un servizio del cinegiornale Radar, datato 26 ottobre 1966, e racconta il primo convegno nazionale del Club Della Pipa, tenutosi proprio in quei giorni ad Arona. I toni del servizio sono scherzosi, quasi canzonatori, ma non per questo meno importanti. In fine di video viene inquadrato un partecipante che somiglia decisamente all’attore Paolo Stoppa, anche se non mi risulta fumasse la pipa.
Eppure, guardando le facce allegre e soddisfatte dei partecipanti, signori, sono le stesse espressioni allegre che vediamo alle manifestazioni oggi.
Il secondo contributo, anch’esso visibile cliccando sulla foto qui accanto, è un servizio di Caleidoscopio, il più longevo cinegiornale italiano (l’ultimo servizio è stato trasmesso nelle sale nel 1992). Questo, datato 16 giugno 1974, racconta il primo Trofeo Gino Cervi, tenutosi a Bologna, città natale dell’attore. Cervi, scomparso il 3 gennaio dello stesso anno, era stato presidente onorario del Pipa Club Italia, da qui l’idea di rendere omaggio a un fumatore di Pipa nel cuore di tanti, alla presenza del figlio Tonino. La gara fu vinta con il tempo di due ore e ventitré minuti, ça va sans dire, da Alessandro Corsellini, allora detentore del record mondiale.
Cosi fumavamo, parafrasando il titolo di un film di Sydney Pollack. Chissà cosa diranno tra sessant’anni i fumatori di pipa, guardando i nostri filmati di oggi, Ah, sì, tra sessant’anni potremmo non esserci noi, ma la pipa di certo ci sarà, perché, come diceva Jean Marie Paronelli: “La pipa magari si ammala, ma non muore”.

