La pipa di Babbo Natale
di Nicola De Mira
È il simbolo più diffuso e conosciuto del Natale, protagonista di libri, canzoni, poesie film e ben ventidue versioni cinematografiche della sua “vera storia”, tutte differenti tra loro. Padre delle Feste, figlio della Coca-Cola, stiamo parlando di Babbo Natale, personaggio moderno dalle antichissime radici che pochi sanno essere strettamente intrecciate alla pipa.
Cercare di far risalire la figura di Babbo Natale a uno specifico personaggio è un’impresa inutile: il mito di Babbo Natale non deriva solo da san Nicola, a cui comunque deve molto (come il portare regali ai bambi), elementi tipici della sua figura si riscontrano negli sciamani della Siberia, figure sacre realmente esistite che portavano aiuto (materiale e spirituale) alle famiglie della steppa nel nord Europa, spostandosi su slitte trainate da una renna ed entrando nelle case dai camini, poco più di buchi nel tetto, perché le porte erano spesso bloccate dalla neve.
In queste figure sacre troviamo il primo collegamento con la pipa. Gli sciamani siberiani erano identificati da due simboli: la renna che trainava la slitta, sia perché animale ritenuto sacro. sia come segnale (vedendo una renna al traino, al posto di un cavallo, si sapeva che quella era la slitta di un uomo sacro nel pieno della sua missione) e la pipa, che gli sciamani utilizzavano con sostanze psicotrope, per connettersi al mondo degli spiriti.
Father Chrismas, l’antenato britannico di Babbo Natale, un omone anziano, dalla folta barba bianca e vestito con una lunga tunica verde, in effetti molto simile al Babbo Natale moderno, di cui è stato ispirazione. Nel corso dei secoli le sue versioni cambiano nel vestiario e in alcuni simboli, ma restano costanti due cose: la corona di agrifoglio e la lunga pipa di gesso.
“A visit from St Nicholas” è una poesia del 1823 dello scrittore americano Clement Clarke Moore, il Charles Dickens americano, per quanto riguarda lo sviluppo del Natale Moderno. Questa poesia, che Moore scrisse per i suoi figli, rappresenta lo spartiacque tra i vari miti precursori di Babbo Natale e la figura che noi tutti conosciamo. Prima di questo componimento, i vari Father Christmas (paesi anglofoni), Pere Noel (Francia), Weihnachtsmann (letteralmente: “Uomo dell’inverno”, Germania) e così via, erano figure certamente positive, ma austere, moralizzatrici, punitive: rappresentavano il rigore dell’inverno e della morale (il Natale, all’epoca, non era tutto lucine e dolcetti come oggi); in “A visit from St Nicholas”, per la prima volta viene dipinto non più come una figura austera, ma uno spirito giocoso e bonario, portatore di doni ai bambini (cosa che prima non avveniva), che arriva la notte tra il 24 e 25 dicembre, non più il 6 dicembre, nel giorno di san Nicola, ma soprattutto viene fissato e canonizzato il suo aspetto e in questo:
The stump of a pipe he held tight in his teeth,
And the smoke it encircled his head like a wreath.
(Stringeva tra i denti il moncone di una pipa,
e il fumo circondava la sua testa come una corona.)
La pipa di St Nick, come viene chiamato nel testo, è una pipa in gesso, anche se non viene espressamente detto: intanto, nel 1823, era un po’ presto per la diffusione popolare delle pipe in radica, poi, l’uso del termine “stump”, moncone, fa riferimento alla fragilità della pipa di gesso e all’abitudine di non gettarla nel caso si rompesse la parte finale del bocchino.
Questo testo ebbe un successo clamoroso negli Stati Uniti e nel mondo intero e, similmente a ciò che ha fatto “Un Canto di Natale” di Charles Dickens, nel regno Unito, contribuì alla definizione moderna del Natale, tanto che le raffigurazioni successive di Babbo Natale furono fortemente influenzate da questo testo e dalla descrizione del personaggio, estetica e caratteriale, che ne viene data. Piccola nota di colore, è anche il primo testo in cui vengono citati i nomi delle renne che trainano la slitta.
Negli ultimi anni, tuttavia, la lotta al fumo sta piano piano facendo sparire la pipa dalle mani e dalle immagini di Babbo Natale in tutto il mondo. Già dal 2012 gli Stati Uniti stanno conducendo un’opera di rivisitazione del personaggio in chiave anti fumo: non solo Babbo Natale non può più essere rappresentato con una pipa in mano a in bocca, ma addirittura si sta provvedendo a modificare le immagini di vecchie pubblicazioni dove la pipa era presente, anche in maniera piuttosto goffa. È il caso di “Jolly Old Santa Claus”, altro testo famoso americano, scritto da Alice Leedy Mason nel 1984, in cui, in un’immagine è possibile vedere Babbo Natale in poltrona, in un momento di relax, che stringe nella mano una pipa fumante; nelle edizioni più recenti del libro, l’immagine è stata editata, cancellando malamente la pipa e lasciando vuota la mano di Babbo Natale, in una posa innaturale.
Eh be’, tolleriamo anche questa.

