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Room Notes – Antichi regali e nuove scoperte: una fiaba di Natale

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di Giuseppe Filieri 

Cari appassionati,

come ogni fine anno si fanno i conti con quello appena trascorso: le occasioni, le scoperte, ma anche i dissapori. Così si rivive l’anno pipario.
In molti casi siamo contenti, entusiasti, felici e, perché no, rincuorati da quell’acquisto che abbiamo desiderato per mesi; in altri, invece, restiamo delusi, stupiti e rammaricati perché la pipa che avevamo sognato si rivela amara, fuma male e fa acquerugiola.

Proprio riflettendo su tutto questo, ripensavo a quanto mi è successo qualche mese fa. Ero in tabaccheria e rimestavo nei cassetti dove il mio fidato amico tabaccaio ripone parte delle sue pipe. Se ve lo state chiedendo: sì, ho il permesso di farlo in autonomia.
Tra le tante pipe disparate, qualche testa mal ridotta e qualche bocchino frantumato, vedo lei: una pipetta di piccole dimensioni, una brucianaso color rubino, con un bel bocchino in simil corno (non ho avuto la certezza che si trattasse di corno vero).
Era lì, abbandonata, ma ciò che mi ha colpito è stato il fatto che non avesse un aspetto moderno: uno shape, seppur classico, e una manifattura decisamente antiquata.

Cercando su internet e chiedendo in giro, ho scoperto che dovrebbe trattarsi di una pipa degli anni ’20-’30 del Novecento.
Da quanto si è potuto ricostruire, sembrerebbe che questa pipa provenga da una fabbrica inglese, ma destinata al mercato francese. Pare che il titolare della fabbrica si sia formato in Francia, a Saint-Claude, verso la metà degli anni ’20 e, forte di questa esperienza, avrebbe portato con sé il know-how, reinvestendolo poi nella produzione terzista per marchi diversi.

Il suo nome? Lo custodisco io. Mi piace pensare che, salvandola dall’oblio, abbia recuperato un pezzo di storia che con molta probabilità sfiora i 100 anni e che regala ancora ottime fumate, facendo impallidire persino la mia pipa più vecchia del ’53.

Lasciandovi a questi ultimi giorni del 2025, vi chiedo: vi è mai capitata una scoperta che vi abbia lasciato così sorpresi, come un bel regalo di Natale?

Finché si avranno passioni non si cesserà di scoprire il mondo. Amore è desiderio di conoscenza (Cesare Pavese).

P.P.S. grazie a tutti quelli che mi hanno aiutato nella ricerca delle informazioni che avete letto.