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La Festa della Pipa di Cagli da un’altra prospettiva: cosa c’è dietro?

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di Pasquale Amoruso

Basta coi classici articoli su Cagli in cui presentiamo il programma con toni entusiasti, tanto l’abbiamo capito: chi vuole venire, ci viene. Però un articolo va fatto, ormai la 26ª edizione della Festa della Pipa è alle porte, dunque pensavamo, perché non mostrarvela da un’altra prospettiva?

Cosa c’è dietro Cagli? Non vi parlo delle maestranze che allestiscono gli spazi o dei mesi di preparativi per realizzare l’evento. Intendo cos’è veramente la Festa della pipa di Cagli? Cosa c’è dietro la mostra mercato, le degustazioni guidate, i convegni, insomma cosa è sotto gli occhi di tutti ma in maniera tanto naturale che quasi nessuno se ne accorge?

Ciò che rende la Festa della Pipa di Cagli un’esperienza unica nel panorama internazionale è la sua volontà di creare cultura piparia e la capacità di generare divulgazione. Non si tratta solo di acquistare un oggetto d’arte, ma di comprenderne l’anima. In passato ci siamo abituati a vedere la Festa come un grande mercato di pipe: evento in cui espongono molti artigiani e aziende, mentre sullo sfondo, il Pipa Club Italia fa cose, parallelamente.
Oggi, cambiamo prospettiva.

Il programma di attività formative enogastronomiche e di intrattenimento della manifestazione non corre parallelo alla mostra-mercato, perché due rette parallele non si incontrano mai. Piuttosto la mostra e gli eventi si intersecano gli uni con gli altri, si fondono: momenti formativi e di confronto, aperti a tutti ma pensati non per tutti ma specificamente per gli addetti ai lavori, come artigiani o tabaccherie: il workshop/laboratorio pratico sulla morta, l’ebanite e il metacrilato, tenuto da Mimmo Provenzano. Convegni i cui relatori sono proprio gli artigiani in mostra, quest’anno ci confronteremo con Paolo Croci di Talamona.

La premiazione del Concorso Tabaccaio Pipe Specialist per dare un riconoscimento alle quindici migliori tabaccherie specialiste di Pipa del nord, centro e sud Italia. Non si tratta solo di un premio al lavoro, ma uno dei pilastri dell’opera del Pipa Club Italia: la volontà di collaborare con le tabaccherie che, insieme agli artigiani, sono realtà fondamentali e presidi insostituibili sul territorio. Sono loro il primo punto di contatto per l’appassionato e ambasciatori della cultura del fumo lento, motivo per cui riteniamo importante, tanto per i tabaccai, quanto per gli artigiani, che siano insieme, sulla stessa piazza, a confrontarsi e a parlare di Pipa.

Non può considerarsi “attività di sfondo” un convegno sul futuro del mercato italiano del tabacco da Pipa in cui interviene la Scandinavian Tobacco Group. Si tratta di un’occasione unica di confronto con un’azienda multinazionale leader del settore e uno dei principali poli di distribuzione di tabacco in Italia, per conoscere le sue strategie commerciali e la visione futura di un agente attivo del mercato italiano dei tabacchi da Pipa.

Poi ci sono le degustazioni guidate, curate dal Collegio del Tabacco, una a pranzo del sabato, tre in contemporanea a colazione della domenica, insieme a prodotti tipici del luogo, l’Aperitivo Pipico, con tabacco e cocktail, per offrire un viaggio sensoriale e valorizzare le eccellenze locali. Il convegno sulla storia di Non Canta la Raganella. Per i neofiti, il Minimaster di approfondimento su pipa e tabacco. Tutto questo contribuisce alla fumata consapevole: sono momenti che elevano la pipa da hobby a disciplina intellettuale ma con un’anima popolare.

Ecco perché la festa della Pipa non è più soltanto una mostra-mercato ma sempre di più un Hub di divulgazione e cultura, ed ecco perché Cagli non è più la festa dei fumatori di Pipa ma si propone di essere la festa di tutta la filiera della Pipa, anche di coloro per cui la Pipa non è solo un hobby, ma un lavoro.
Questo c’è dietro la Festa della Pipa di Cagli: il Pipa Club Italia non vende né pipe né fumo ma è un’associazione che si occupa di diffondere e valorizzare la cultura della pipa.