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«SPIGOLATURE PIPARIE» – Forse non tutti sanno che…

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di Mezio Sulpicio

Il mistero della pipa “sbagliata” di Sherlock Holmes: Nei romanzi di Arthur Conan Doyle, Holmes fuma quasi sempre pipe in schiuma di mare o in ciliegio, dritte, corte e scure. La celebre pipa Calabash è in realtà un’invenzione dell’attore William Gillette, che a fine ‘800 la scelse in teatro semplicemente perché le grandi dimensioni permettevano alla pipa di essere vista da lontano e la forma curva gli consentiva di recitare le battute senza che la pipa gli coprisse il viso sul palco.

La pipa da trincea della Prima Guerra Mondiale: Durante la Grande Guerra, i soldati al fronte avevano un enorme problema: la luce della brace della pipa attirava i cecchini nemici durante la notte. Nacque così la Covered Pipe (o pipa da trincea), dotata di un coperchio metallico traforato che nascondeva la brace permettendo comunque al tabacco di bruciare senza rivelare la posizione del soldato.

Sandro Pertini e il “giallo” delle pipe regalate: Il Presidente italiano era noto per non separarsi mai dalla sua pipa. Durante una visita ufficiale in Cina, Mao Zedong gli regalò una pregiata pipa da oppio d’epoca; Pertini, con la sua proverbiale schiettezza, ringraziò ma continuò a fumare la sua classica radica, custodendo quella cinese come puro soprammobile nello studio presidenziale.

J.R.R. Tolkien e le interruzioni in aula: Durante le sue lezioni d’inglese antico all’Università di Oxford, Tolkien era solito borbottare e parlare a bassa voce. Gli studenti scoprirono presto il motivo: il professore usava il tempo in cui parlava per sistemare, caricare o accendere la pipa con la bocca, trasformando la lezione in un costante rituale di fumo e filologia.

L’Il rodaggio alla “Mark Twain”: Si racconta che Mark Twain avesse ingaggiato un ragazzo con il solo compito di fumare le sue pipe nuove per le prime due settimane. Twain sosteneva infatti che il momento più sgradevole della vita di un pipatore fosse il “rodaggio” della radica vergine, e preferiva pagare qualcuno che si prendesse il gusto amaro iniziale al posto suo.

La sfida della Pipa tra Bismarck e la diplomazia: Il “Cancelliere di Ferro” Otto von Bismarck usava la pipa come misuratore di rispetto. Durante le riunioni della Dieta di Francoforte, l’unico a cui era concesso fumare in presenza del rappresentante austriaco era l’austriaco stesso. Per rompere questo atto di superiorità, Bismarck estrasse con ostentazione una pipa enorme, un fiammifero e chiese da accendere al delegato austriaco, scioccando l’intera diplomazia europea con quel gesto di pura sfacciataggine equality.

La pipa di Joseph Stalin e i tabacchi “smontati”: Il dittatore sovietico era famoso per fumare la pipa in ogni riunione del Politburo, ma quasi mai usava tabacco sfuso per pipa. Preferiva comprare le classiche sigarette russe Herzegovina Flor, spezzarle a metà con le dita e svuotarne il tabacco direttamente nel fornello della sua pipa in radica.

Walt Disney e la censura a posteriori: Walt Disney era un appassionato fumatore di pipa e sigarette, e veniva spesso fotografato nel suo studio con la pipa in mano mentre disegnava. Negli anni ’90, la Disney Company avviò una campagna per rimuovere il fumo dall’immagine dell’azienda e ritoccò digitalmente decine di foto d’epoca di Walt, cancellando la pipa dalla sua mano e lasciandolo in pose bizzarre con le dita piegate a “C” nel vuoto.

Georges Simenon e il consumo record: Il creatore del Commissario Maigret possedeva una collezione di oltre 300 pipe e non scriveva mai senza averne una accesa. Calcolò di aver consumato così tanto tabacco nella sua vita da poter riempire un intero vagone ferroviario, e si faceva spedire le sue radiche preferite direttamente dall’Italia e dalla Francia ovunque si trovasse in viaggio.

La diplomazia del “no comment” di Harold Wilson: Il Primo Ministro britannico Harold Wilson usava la pipa come vera e propria arma tattica nelle interviste televisive. Quando un giornalista gli poneva una domanda scomoda o insidiosa, Wilson estraeva lentamente il fiammifero, accendeva la pipa, la tamponava e faceva qualche tiro. Questo rituale gli guadagnava dai 10 ai 15 secondi di tempo per riflettere e formulare una risposta impeccabile.

La pipa “invisibile” di René Goscinny: L’autore di Asterix era un fumatore compulsivo di pipa. Quando il suo medico gli ordinò tassativamente di smettere, Goscinny iniziò a girare per casa e per le riunioni di lavoro tenendo tra i denti una pipa completamente spenta e vuota. Diceva che la parte fondamentale per concentrarsi non era il fumo, ma la sensazione del bocchino in radica tra i denti.

 

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