Il pollice verde del Lento Fumo: diario di un coltivatore di Pipa nei terreni di chi fuma altro
di Pasquale Amoruso
Per un mio principio morale, io non consiglio mai a un non fumatore di cominciare a fumare la pipa. Oh, è una questione mia, eh. Tuttavia, vivendo come sacra missione il proselitismo pipario, quando sono con qualcuno che fuma sigarette o svapa, egli è mio! Generalmente gli chiedo/propongo sempre: “Ma tu hai mai provato a fumare la Pipa?”.
Partiamo con il terreno più ostinato i fumatori di bionde, i sigarettai. Sempre di fretta, nessuna ritualità che non contempli due tazze: una col caffè e una con lo sciacquone. Tendenzialmente abitudinari nei gusti e nelle preferenze, sono il terreno più arido dove coltivare la pipa. Certo, se avete pazienza potete provarci, piantandoci della dinamite, forse vi crescerebbe.
Per esperienza personale, invece, i rollatori, fumatori che si rollano le sigarette, sono il terreno più fertile dove spargere semi di Pipa. Loro hanno già due fattori essenziali: manualità col trinciato e ritualità. Sono gli elementi su cui far presa per proporre la Pipa. Certo, chi compra tabacco trinciato per farsi le sigarette da solo lo fa essenzialmente per due motivi: il primo è appunto la ritualità, chiamiamola posa, fare il figo, come volete voi, ma anche la soddisfazione personale di prepararsi da solo la fumata, estendere il piacere del momento anche a prima del momento stesso, prolungare la pausa, e su questo, hai voglia che fa presa la pipa. L’altro motivo è un fattore economico: decidi tu quanto tabacco mettere nella sigaretta, la confezione di trinciato ti dura di più e ti costa meno del pacchetto da venti, ecco, qui è un po’ più difficile far germogliare la pipa ma, è chiaro, in questo caso bisogna provare un innesto, non una sostituzione: non va proposta come alternativa, ma come accompagnamento, come: “Provala, una volta ogni tanto, magari ti piace”.
Poi ci sono i sigarofili, cugini dei fumatori di Pipa la via di mezzo. Se è vero che il concetto della fumata del sigaro è in effetti molto simile a quello della fumata della Pipa: ovvero una fumata lenta e degustativa, è però altrettanto vero che, proceduralmente, Pipa e sigaro sono molto distanti tra loro: il sigaro è già pronto: lo prendi, spunti, accendi ed è fatta; la pipa invece ha bisogno innanzitutto di un investimento iniziale: comprare una pipa oltre al tabacco, poi devi imparare a caricarla e gestirla e via discorrendo. Richiede un livello di pigrizia inferiore. Anche qui, imparare a riconoscere le varietà del sigarofilo è essenziale per coltivare la pipa. A mio parere, le tipologie, in ordine di apertura alla pipa sono: l’Appassionato, il Posatore e il Degustatore.
Da ultimi, ci sono gli svapatori (categoria che include anche i fruitori di sigarette elettroniche a tabacco riscaldato). Questo è il tipo di fumatori pressoché impermeabile alla sperimentazione piparia. Badate bene, esistono fumatori di pipa che svapano, ma non esistono svapatori che fumano la pipa: se capite cosa intendo, la differenza è sostanziale. Chi svapa ha paura del fuoco e ne va fiero e se provi a proporgli la Pipa, finisce che è lui che cerca di convincere te a passare alla sigaretta elettronica. Per carità, non si abbandona nessun tentativo, ma a volte è meglio lasciarli a maggese.
Insomma, coltivare la pipa è un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo. Richiede la pazienza di un monaco certosino, la diplomazia di un ambasciatore e, occasionalmente, la faccia tosta di chi sa che sta offrendo la salvezza a un costo umano notevole (tra scovolini, pigini e bestemmie da spegnimento). Ma quando vedi quel sigarettofilo incallito o quel sigarofilo curioso accendere per la prima volta un fornello, rallentare il respiro e farsi scappare quel primo, incredulo: “Però… sai che è buono?!”, beh, lì capisci che ne è valsa la pena. Hai strappato un’altra anima al consumo compulsivo da marciapiede per beatificarla con la salvifica arte del fumo lento.
Attenzione, però: alla fine della fiera, non si tratta di fare i talebani del tabacco né di sentirsi superiori solo perché andiamo in giro con un ciocco di legno tra i denti e le dita perennemente profumate di Latakia. Si tratta di regalare del tempo. Perché la vera differenza tra la pipa e tutto il resto del fumo sta proprio lì: le sigarette si fumano per ammazzare il tempo, la pipa si fuma per celebrarlo.
Quindi, armatevi di santa pazienza, scegliete il vostro podere e seminate. Nel peggiore dei casi vi guarderanno come se foste appena scesi da una nave corsara dell’Ottocento; nel migliore, avrete trovato un nuovo compagno di fumate con cui condividere la meravigliosa follia.
Voi provateci, persino a convertire uno svapatore, e se poi non ci riuscite, lasciatelo alle sue prese USB, dopo tutto, la pipa è democratica.
Buone fumate a tutti. Spargete il seme!

