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Pipa e leggende: il Klabautermann, lo spirito che protegge i marinai con la sua pipa

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di Giuseppe Gaudiuso

C’è qualcosa nell’atto di accendere il fornello della pipa, che si sposa divinamente con le atmosfere un po’ cupe, con le notti malinconiche e il vento che soffia fuori. Se pensate che la pipa sia solo una faccenda da salotto e placida calma, beh, preparatevi a cambiare idea. Oggi la accendiamo tra i flutti gelidi del Mare del Nord e del Baltico, a bordo di quei vecchi mercantili dove il tabacco non era solo un piacere, ma una questione di sopravvivenza e, per certi versi, di diplomazia con l’oltretomba. Mettetevi comodi, perché parliamo del Klabautermann.

Chi diamine è il Klabautermann? Se non ne avete mai sentito parlare, immaginatevi un tizio alto al massimo una settantina di centimetri, con l’aspetto di un vecchio marinaio vissuto, le mani callose, gli stivaloni di cuoio, una giacca di panno pesante, in testa un cappello sou’wester, in mano un pesante martello da carpentiere e tra i denti una logora pipa fumante. Se siete fortunati – o sfortunati – lo potete vedere a prua della nave, solo che non è un marinaio, ma uno spirito il fantasma di bordo più famoso del folklore nordico, tra Germania, Paesi Bassi e Scandinavia.

Questo spettro vive nascosto nei meandri più bui della nave: tra i legni della stiva, vicino all’albero maestro o, nelle navi più moderne, nei pressi della sala macchine. Di base è un tipo a posto, un protettore benevolo: di notte, quando l’equipaggio dorme, lui va in giro a sbrogliare cime incastrate, fa piccole riparazioni col suo mazzuolo da carpentiere e, se c’è un pericolo imminente, picchietta sulle pareti di legno per svegliare tutti. Un angelo custode in miniatura, insomma. A patto, però, di non farlo arrabbiare.

Ma questa è una pubblicazione sulle pipe, dunque, parliamo della sua pipa. Il Klabautermann è un fumatore accanito. Praticamente non lo troverete mai senza la sua immancabile pipetta, di quelle corte in terracotta o in legno massiccio, perfette da tenere tra i denti mentre si lavora sul ponte. Ed è proprio attraverso la pipa che questo folletto comunica con i marinai. Sì, perché, per lo più, il Klabautermann è invisibile, ma i marinai esperti sanno benissimo quando il “piccolo vecchio” è nei paraggi: dall’odore della sua pipa.
Sei lì nella stiva a sistemare un carico, non c’è anima viva intorno, nessuno sta fumando, ed improvvisamente vieni travolto da una zaffata intensa di tabacco da pipa. Ecco, quello è il segno della sua presenza. Un aroma che sbuca dal nulla e che dice: “Tranquilli ragazzi, ci sono io a vegliare sulla nave“.

Il fumo della sua pipa, poi, è un vero e proprio bollettino meteorologico di bordo. Le volute di fumo indicano le correnti d’aria invisibili e preannunciano le tempeste. Ma c’è di più, una sorta di codice colore: se dalla pipa del Klabautermann esce un bel fumo bianco o grigio, accompagnato da un buon profumo, la nave viaggia sicura. Se invece la pipa comincia a cacciare un fumo nero, denso, con un fastidioso odore di zolfo beh, amici miei, c’è poco da stare allegri: la nave in grave pericolo. E qui si entra nella scaramanzia pura, quella vera da lupi di mare. Incontrare il Klabautermann faccia a faccia, magari mentre se ne sta seduto a fumare tranquillo, è considerato il peggiore dei presagi. Vederlo significa una sola cosa: il disastro è imminente, la nave sta per affondare e lui.

Per evitare brutte sorprese, i capitani e i marinai più furbi cercano di ingraziarselo in ogni modo. Niente di troppo complicato, bastano piccoli pensieri: una ciotola di pappa d’avena, un goccio di liquore forte e, soprattutto, una bella manciata di buon tabacco da pipa lasciata d’astuzia nell’angolo più buio della stiva. Guai, a mancare di rispetto al piccoletto. Guai a innervosirlo in alcun modo: fischiare a bordo è assolutamente vietato: per i marinai equivale a chiamare la tempesta, fare i galletti o, peggio, ridicolizzare la sua pipa o il suo modo di fumare, significa tirarsi addosso una sfilza di sciagure da far impazzire la ciurma, se non direttamente l’abbandono della nave al suo destino.

Quindi, la prossima volta che siete in nave, vi trovate a fumare la vostra pipa al buio e avvertite una strana sensazione, o un aroma di tabacco che non riuscite a spiegare, non spaventatevi. Portate rispetto, non fischiate e, nel dubbio, lasciate un pizzico di Virginia nell’angolo della stanza. Non si sa mai. Fumate sereni ma attenzione a non mancare di rispetto agli spiriti.